David Bowie e la sua Berlino

“Io sono una macchina fotografica con l’obiettivo aperto; non penso, accumulo passivamente impressioni. Registro l’uomo che si rade alla finestra e la donna in chimono che si lava i capelli: un giorno tutto ciò dovrà essere sviluppato, attentamente stampato, fissato”.  Cristopher Isherwood

Inizia con la frase di apertura del libro Addio Berlino, il racconto di un legame indissolubile tra il Duca e Berlino, la città per cui Bowie perse la testa.

Infatti David Bowie decise di trasferirsi nella capitale tedesca, nel 1976, dopo la lettura di questo libro, che disegnava con decadenza la città negli anni ’20 e ’30.

David Bowie trova in Berlino una vera e propria via di fuga, riuscì a liberarsi dalla cocaina. Nonostante la sua fama mondiale riusciva a camminare per strada senza venire costantemente fermato dagli ammiratori. La permanenza a Berlino ispira l’artista e incide ben 3 album, più conosciuti come la “trilogia berlinese”: Low, Heroes e Lodger. In questo periodo va a vivere nello stesso palazzo in cui viveva anche Iggy Pop e la sua manager Corinne Schwab. riesce a consolidare la collaborazione con Brian Eno con cui scrive anche il celebre brano “Heroes”.

Il Duca tre anni dopo si traferì nuovamente dalla sua amata Berlino, ma ne rimase comunque legato, collaborò attivamente con la realizzazione del celebre film di Uli Edel “Noi, ragazzi dello Zoo di Berlino” del 1981.

I luoghi di riferimento dove potrai respirare il Duca se vai a Berlino:

Hauptstrasse 155

L’indirizzo in cui David Bowie ha vissuto nell’appartamento al primo piano dell’edificio. Iggy Pop nello stesso palazzo abitava al quarto piano.

Café Neues Ufer (Hauptsrasse 157)

È stato il primo gay-bar della città,negli anni in cui Bowie visse a Berlino si chiamava Anderes Ufer.. Il cantante, insieme all’amico Iggy Pop, era solito frequentare il locale. Una notte una vetrina andò in frantumi in seguito ad un atto di vandalismo e Bowie, che se ne accorse rientrando a casa, rimase di guardia fino all’arrivo del vetraio.

Chez Romy Haag (Fuggerstrasse 33)

Il club underground gestito dalla transessuale Romy Haag. Il locale gay era spesso frequentato da artisti di spicco. Oggi Chez Romy Haag è diventato un sex shop e gay club, chiamato Connection.

SO36 (Oranienstrasse 190)

Club punk di Kreuzberg, frequentato da Bowie fin dalla sua inaugurazione. Ancora oggi in attività e meta serale dei giovani berlinesi e dei numerosi turisti.

Ristorante Exil (Paul-Lincke-Ufer 44/a)

Oggi chiamato Horváth, Bowie era cliente abituale, al punto da considerare tale ristorante quasi un secondo soggiorno di casa.era un ritrovo tipico per intellettuali.

Brücke-Museum (Bussardsteig 9)

In questo piccolo ma ricco museo trasse ispirazione dalle opere degli esponenti di tale corrente, un esempio ne è la copertina di Heroes.

Schloss Hotel Gerhus (Brahmsstrasse 10)

È l’hotel in cui Bowie soggiornò prima di trasferirsi nell’appartamento di Hauptstrasse. Pare che l’artista danneggiò la propria auto entrando nel parcheggio di questo albergo dopo un diverbio con uno spacciatore. Da questo aneddoto pare che sia stata scritta “Always crashing in the same car”. Il nome dell’hotel oggi è Schlosshotel im Grunewald.

Hansa Studio (Köthener Strasse 38)

La casa natale dell’intramontabile Heroes, il leggendario studio di registrazione che ha visto avvicendarsi artisti di fama internazionale quali, oltre a David Bowie, Depeche Mode, U2.

Queste sono alcune delle tappe fondamentali per conoscere la Berlino di David Bowie, interessante e senza dubbio divertente il suo percorso organizzato della musictours-berlin.

Sei sei un musicista non potrai fare a meno di alloggiare al nHow Hotel di Berlino, attrezzato di strumenti musicali e sale prove.

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